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Moschino
Dal 31 ottobre al Forte di Bard, la retrospettiva tra abiti, archivi e fotografie per rinfrescare la memoria di un pioniere couture
di Arianna Galati
Nella memoria della moda italiana,
Franco Moschino è un rimpianto incolmabile. Ha dato e fatto tanto ma la sua morte nel 1994, a soli 44 anni, ha interrotto il percorso creativo e umano di un autentico pioniere. Oggi una nuova
mostra prova a celebrarne le visioni anticipatrici: dal 31 ottobre 2026 al 14 febbraio 2027 al Forte di Bard, in Valle d’Aosta, Franco Moschino sarà al centro dell’esposizione
Ceci n’est pas une exposition, a cura di Pier Paolo Pitacco in collaborazione con Catia Zucchetti e con il contributo critico di Giuseppe Mastromatteo, realizzata in collaborzione con CZ Fotografia e con il patrocinio e il sostegno di ADCI - Art Directors Club Italiano.
Oltre 200 fotografie, gli straordinari abiti e altri materiali d’archivio, innervano l’installazione che ripercorre la carriera stellare di Franco Moschino come artista completo, nel senso più ampio del termine. La galleria fotografica al Forte di Bard si svilupperà lungo quaranta metri, catapultando da subito i visitatori nell’universo Moschino, con un racconto che prosegue lungo sei sale tematiche illuminate al neon. Gli scatti storici di Stefano Babic, Sergio Caminata e Stefano Pandini sono contrappuntati dai contributi video, con interviste ad amici, colleghi e artisti che inquadrano il lato più umano, e insieme radicale, di Franco Moschino.
In una carriera durata appena vent’anni, di cui dieci alla guida del suo brand omonimo, Moschino è stato rivoluzionario in tutto. La sua intelligenza dissacrante ha mixato i simboli d’Italia – pasta, giornali sportivi, panorami da cartolina – trasformandoli in una materia malleabile, altrettanto porosa, da applicare agli abiti e agli accessori perché raccontassero un modo diverso di vivere la moda. Nella comunicazione pubblicitaria, mise la propria faccia a fare la protagonista delle campagne del brand, facendo aderire l’immagine alla propria vita. Ironico e provocatorio, apertamente pop nell’accezione più potente del termine, è stato pacifista e ambientalista quando gli argomenti non avevano fatto ancora presa nell’industria, e per molti (detrattori) erano solo prese di posizioni intellettuali senza ricadute sulla concretezza della realtà. Era un’arte politica,
quella dell’ex disegnatore di Gianni Versace, con cui collaborò sei anni: Moschino amava definirsi “pittore” della moda, che considerava il modo più efficace per esprimere la propria visione d'artista.
Dopo aver fatto deflagrare le proprie creazioni in sfilate-spettacolo irripetibili, dal 1991 decise di non presentare più le proprie collezioni in passerella, un modo per sottolineare la propria coscienza ecologica e morale. Nessuno come lui, dopo, è riuscito a imporre tante rivoluzioni ideologiche in un’industria, che per sua natura vuole capitalizzare. La mostra su Moschino al Forte di Bard, che arriva dopo le retrospettive su Gianfranco Ferrè e Gian Paolo Barbieri, restituisce la sua importanza nell’olimpo della moda, e un posto d’onore nella moda italiana.

Il Comunicato
Da Abbiategrasso alla Milano della moda alle vette della Valle d'Aosta: il ricordo e l’omaggio a Franco Moschino continua.
Il viaggio straordinario del nostro Anno Moschiniano non si ferma e dopo il grandissimo successo della mostra Genius Loci Franco Moschino tenutasi nella nostra (e sua) città con diverse installazioni, proiezioni, serate a tema, Pier Paolo Pitacco, celebre art director internazionale, sulla scia della nostra mostra, ha curato presso il Super Studio di Via Tortona a Milano "Franco Moschino: Il Genio Visionario".
Il prossimo 30 ottobre, sempre a cura di Pitacco, la magia si trasferisce al suggestivo Forte di Bard, la maestosa fortezza ottocentesca che domina la Valle d'Aosta. Sarà una mostra-evento imperdibile, e noi di Associazione Iniziativa Donna saremo lì, orgogliose di essere state invitate portando con noi un pezzetto del nostro lavoro e impegno assieme ad Alberto Clementi: le interviste esclusive che hanno accompagnato il nostro percorso durante tutto il 2024. È un onore vedere valorizzato il nostro impegno per il Genius Loci. Abbiamo celebrato la creatività, l'amore per il mondo e l'eredità di un genio unico, e oggi quell’amore che abbiamo contribuito a far conoscere continua a brillare.
Associazione Iniziativa Donna