Lunedì, 14 Giugno 2021 11:32

Cenni di curatela di Elisabetta Invernici alla Mostra Rosa Genoni (1867-1954), l'Operaia della moda: genio ed emancipazione. L’omaggio di Artigiani creativi alla prima stilista italiana.

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CENNI DI CURATELA

Oggi vestirebbe Lady Gaga, batterebbe Ferragni a colpi di follower e di like, sarebbe iper connessa sempre. Perché Rosa Genoni era immersa nel suo tempo, viveva al centro del mondo. Lo testimoniano i suoi scritti, le sue creazioni, le sue scelte di vita. Sempre all’avanguardia spesso contro corrente. Curiosa, attenta, pronta a lasciarsi catturare dalle novità, a farsi ispirare: musica, letteratura, ideologie, artigianato e tecnologia, ogni forma di pensiero e creatività diventavano per lei oggetto di studio e applicazione. Questo racconta: “Rosa Genoni (1867-1954) - L’operaia della moda: genio ed emancipazione” che non è una mostra in senso tradizionale ma si propone come atelier attivo di artiste contemporanee. A lei sarebbe tanto piaciuto parteciparvi per intrecciare nuovi rapporti, stabilire connessioni, attingere idee.

La sua vita è una fiction, l’abbiamo detto tante volte, ed a questo format ci siamo ispirati per ricreare il suo mondo. Un prologo incendiario e dieci scene, che raccontano 50 anni di moda, dall’arrivo a Milano nella prima sartoria come “piscinina” all’ultima “fatica” dei costumi per il Teatro di Dortmund in un percorso che coinvolge e stupisce. Rosa Genoni sempre al centro con la sua moda e, attorno a lei, i protagonisti della pittura, della grafica, del cinema, del teatro, della fotografia, della letteratura, della musica, dell’architettura, della danza. Dal mondo della Belle Époque, al Liberty, al Déco: cambia la società, cambiano le donne e cambiano le collezioni di questa instancabile stilista che veste le più belle donne dell’epoca, ricche e famose, grandi amanti e impavide viaggiatrici. Non sono abiti da vetrina, i suoi, ma pratiche soluzioni da indossare in una quotidianità che si fa sempre più mobile e sportiva. Sono anche l’espressione di una nuova femminilità più consapevole che si deve confrontare con l’impegno politico-sociale di donne indipendenti e battagliere come la sua grande amica Anna Kuliscioff.

È moda declinata come artigianato artistico, l’Arts and Crafts di William Morris che Genoni rivendica come primato femminile, di cui le donne sono preziose depositarie e alle quali costantemente si rivolge per difendere la filiera, il lavoro equo e solidale, a chilometro zero. Valori consacrati nelle sue creazioni internazionali protagoniste del primo Made in Italy.

“L’arredamento della casa ed il vestito femminile sono terreno nostro, tutto nostro, senza ostacoli e senza contestazioni. Dimostriamo dunque ciò che la donna italiana sa e può fare per l’arte, per la bellezza, per l’industria e specialmente - notate bene - per la ricchezza nazionale”. Questo scriveva la stilista nel 1908 e il suo pensiero rivive oggi attraverso le creazioni delle artigiane di Abbiategrasso in un dialogo tempo-spazio di grande efficacia. Non solo una rassegna di pezzi unici ma un laboratorio di creatività per proseguire quella attenta ricerca storico-sociale iniziata tanti anni fa e restituire a Rosa Genoni il ruolo di primo piano nell’Olimpo della moda internazionale che merita.

Elisabetta Invernici

Giornalista, storica del costume e consulente filosofica

Letto 164 volte Ultima modifica il Lunedì, 14 Giugno 2021 11:45