Redazione
LO SPIRAGLIO DELL'ALBA | 12 dicembre ore 21, Teatro Al Corso Abbiategrasso
Vogliamo parlare di diversità, di quella diversità che ci farà stupende/i, come diceva Pasolini.
Un anno dedicato a loro, e a noi. Siate e restate curiose e curiosi come lo siamo state noi!
"Non ho mai visto mio padre arrendersi a nulla, tranne che a quegli occhi, in cui non vedeva il suo riflesso, ma il riflesso di ciò che sarei diventata. Sono nata scultrice, ma non morirò scultrice. Ora mi rimangono le mie mani, asciutte. Le mie ossa, umide e fragili. “
Camille Claudel ha passato gli ultimi trent’anni della sua vita in un manicomio. Nessuno, mai, è venuto a farle visita. Nessuno, fino questa sera. Quando l’infermiera entra, e le annuncia che deve vestirsi, mettersi il cappello, prepararsi.
Mentre nella sua mente si alternano i possibili visitatori , sul palco invece si alternano momenti della sua vita, dalla scoperta del suo talento insieme al fratello Paul, alla difesa del suo talento davanti all’ostilità di sua madre, fino alla rovina del suo talento, nell’incontro con Rodin, che l’ha prima accolta e poi distrutta, come lei ha a sua volta fatto con la maggior parte delle sue opere.

Sofonisba tona in Italia presentazione del libro 30 novembre 2025
evento con Pro Loco Abbiategrasso per Abbiategusto FESTA RINASCIMENTALE
SOFONISBA TORNA IN ITALIA* di e con Luciana Benotto
coordina Agnese Guerreschi
* Terzo e ultimo capitolo della trilogia dedicata alla pittrice Sofonisba Anguissola. Il re di Spagna ha trovato marito a Sofonisba: si tratta di un nobile siciliano. L’artista lascia quindi la corte spagnola e si imbarca alla volta dell’isola per incontrare il suo promesso. E proprio sulle pendici dell’Etna, a Paternò, altre sorprese la attendono. Nei sei anni trascorsi lì conoscerà persone nuove, alcune dolci e care, altre orrende. Poi il destino la condurrà a Genova, dove vivrà per trentacinque anni, molto amata dal marito, rispettata dagli artisti del luogo e ricercata nei salotti della “Superba”. Ma con Sofonisba i colpi di scena sono sempre dietro l’angolo: seppur anziana, infatti, si metterà ancora in gioco e tornerà a viaggiare fino a Palermo; ancora una volta in Sicilia, dunque, luogo definitivo di un’esistenza eccezionale, incredibile e irripetibile.

Le parole che feriscono: la violenza comincia nella mente
Venerdì 28 novembre alle 21:00 - Spazio Tutta Colpa di Ipazia (V.lo Cortazza, 10)
"Le parole che feriscono: la violenza comincia nella mente"
con:
Lara Fogarty - Alba Beretta - Federico Magni - Alessandro Treccani - Alberto De Giorgi - Marta De Chiara - Anna Carnaghi -
Halima Chiali
Interventi artistici di Anna Platti e Laura Manfrini
Interventi musicali di Renato Terrana e Francesca Caputo
Coordinano la serata Francisca Abregù Lopez e Gabriella Cavanna

La Festa della Pace - sabato 22 novembre 2025 - Cooperativa Rinascita Abbiatense

Amorosi Assassini di e con Valeria Perdonò e Giacomo Zorzi (tastiere & live electronics)
Venerdì 14 novembre alle 21:00 una collaborazione tra Iniziativa Donne e Teatro Monolite
Teatro Al Corso (corso San Pietro, 49 - Abbiategrasso)
AMOROSI ASSASSINI. Una commedia che (non) fa ridere
di e con Valeria Perdonò e con Giacomo Zorzi (tastiere & live electronics)
per l'acquisto dei bilietti:
inquadrare il QR della locandina
oppure
https://www.teatromonolite.com/amorosi-assassini
seguendo la procedura:
"acquista i biglietti"
scegliendo su
"esterno" o "socio" (si intendeno anche le socie di Iniziativa Donna)
e per ultimo la scelta del posto

XVIII Edizione della Maratona dei narratori e delle narratrici. Donne, impronte lievi fra memoria e oblio. Domenica 26 ottobre
La Maratona dei Narratori di Abbiategrasso diventa maggiorenne: 18 anni di condivisioni, spunti di riflessione, emozioni e parole in circolo. 18 anni di interventi che hanno spaziato fra arte, cinema, letteratura, filosofia, politica e musica. 18 anni di un pubblico che si rinnova, fra conferme e novità, giovani e habitué, insieme dalle prime ore del pomeriggio fino a sera dedicandosi all’ascolto attivo.
Quest’anno, in accordo con il nostro Direttore Artistico Ivan Donati – alla sua 12esima maratona – di legarci al fil rouge del 30esimo anno di Iniziativa Donna: un focus sulle donne meno note nell’epoca in cui hanno operato, volutamente non considerate, o comunque poco capite e comprese per i più disparati motivi. Riflettendo su loro si scopriranno e riscopriranno figure interessanti, innovative, ispiratrici, riformatrici e sarà l’ennesima, preziosa, opportunità per arricchirci tutti e tutte.
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ANNA MARIA MOZZONI: il volto dell’emancipazione femminile in Italia. 11 ottobre con Valeria Palumbo
11 ottobre alle 17:30 con Valeria Palumbo
presso Tutta Colpa di Ipazia (V.lo Cortazza, 10 - Abbiategrasso)
Anna Maria Mozzoni
È forse la figura più importante della vita politica italiana e internazionale fra Otto e Novecento. Il suo impegno teorico, civile, politico disegna una biografia di grandissima vitalità e instancabile lavoro, fatta di scritti, relazioni e incontri, confronti, studio.
Anna Maria - Marianna all’anagrafe - nasce in una famiglia colta, di origini aristocratiche, ma di modesta ricchezza. Sua madre, Delfina Piantanida, appartiene all’alta borghesia milanese, mentre il padre Giuseppe è un ingegnere architetto. Le spese sostenute per gli studi dei due figli maschi più grandi spingono il padre, di idee risorgimentali e liberali, a far entrare la figlia minore, all’età di cinque anni, in collegio - forse a Verona? Le fonti non confermano che si tratti del collegio milanese della Guastalla - riservato alle giovani nobili e povere. Anna Maria mal sopporta l’educazione bigotta e conservatrice impartita dalle suore e nel 1851 preferisce ritornare a casa dove continuerà i suoi studi da autodidatta attingendo alla ricca biblioteca paterna. Tra le figure di riferimento vi sono Adelaide Cairoli, che Anna Maria frequenta, figura di spicco del risorgimento italiano.Tra le sue letture gli illuministi francesi e lombardi, i romanzieri contemporanei, Mazzini, Georges Sand e Fourier, noto in Lombardia anche per il pensiero e l’azione di Cristina di Belgioioso.

Yamanba Donne Ribelli in Giappone (Mimesis) con Rossella Marangoni - 5 ottobre alle 10:30
Yamanba Donne Ribelli in Giappone (Mimesis) con Rossella Marangoni*
Nell’immaginario comune la figura della donna giapponese è ancora legata a quella della geisha. Eppure, nel corso della storia nipponica, le donne hanno dato prova di coraggio, resilienza e determinazione. Come la yamanba, la vecchia strega di montagna antropofaga, archetipo del male, sono state demonizzate, percepite come un Altro minaccioso. Ridotte al silenzio per secoli, hanno però ritrovato la voce ed elaborato strategie per sottrarsi al modello imposto di una femminilità sottomessa, docile, remissiva. Questo libro va alla scoperta degli indizi di ribellione e delle istanze di libertà nei comportamenti, nei miti, nella scrittura delle donne giapponesi che hanno fatto della loro mostruosità un gesto consapevole di rivolta: yamanba per sempre.
* Rossella Marangoni: laureata in Lingua e letteratura giapponese, tiene conferenze e corsi di cultura nipponica presso varie istituzioni italiane e svizzere. Membro dell’Associazione Italiana per gli Studi Giapponesi, è fondatrice della rivista “AsiaTeatro”. Ha curato esposizioni e festival sul Giappone, Paese nel quale ha compiuto numerosi viaggi. È autrice di svariati saggi e libri, tra cui per Mimesis Onibaba (2023).

Donne che non stanno in silenzio - domenica 28 settembre
Un pomeriggio importante di parole, sensi e condivisioni civiche.
Appuntamento DOMENICA 28 SETTEMBRE alla Cooperativa Rinascita Abbiatense, a partire dalle ore 16.00, insieme a tante associazioni attive per il Bene Comune!

Alfonsina con la A - Spettacolo teatrale con Monica Faggiani - cortile Castello Visconteo - 14 settembre alle 17:30
L’incredibile storia di Alfonsina Strada: è la storia di una donna che per tutta la vita non ha desiderato altro che pedalare e non scendere mai dalla sua bicicletta sperando così di fuggire dalla miseria delle sue origini e di superare quel limite che la società, la cultura dell’epoca e il suo essere femmina volevano imporle. Monica Faggiani ha deciso di ricordarla, di onorarla rappresentando sul palcoscenico la sua storia: una storia appassionante, poetica e struggente.
Con la bicicletta Alfonsina ha imparato la disubbidienza, ha imparato a sfidare i maschi, ma sui pedali e mai con le mani, senza arrendersi mai. Era "il diavolo in gonnella", le urlavano "matta", "vacca", "logia", "non ce la farai" ma Alfonsina sapeva bene che così facendo non parlavano.


